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Lockdown in Ticino: le startup sopravviveranno alla crisi?

Immagine del laboratorio sperimentale di Ticinsect
Immagine del laboratorio sperimentale di Ticinsect

Il Litorale

La pandemia di Covid-19 ha portato l'economia globale a una brusca battuta d'arresto. In Svizzera, come in molti altri Paesi, il Consiglio federale ha deciso di aiutare le imprese con decine di miliardi di franchi svizzeri in fondi d'emergenza. Ma che dire dei lavoratori indipendenti e delle startup? Dimitri Loringett, responsabile del Litorale USI, ha approfondito il tema con alcune startup attive in Ticino e con il CP Start-up dell'USI.

La regione svizzera più colpita dall'epidemia di Covid-19 è il Canton Ticino, dove a metà marzo le autorità hanno deciso di chiudere tutte le attività economiche non essenziali. Per aiutare le imprese a sopravvivere alla chiusura sono state messe in atto due misure: le indennità per il lavoro ridotto e i prestiti garantiti dallo Stato (attraverso conti correnti bancari a tasso zero, per importi fino al 10% del fatturato). Tuttavia, queste misure sono applicabili solo alle imprese. I lavoratori indipendenti, i liberi professionisti, ecc. sono attualmente esclusi da qualsiasi tipo di aiuto governativo. Questo è il caso anche delle imprese in fase di avviamento: le startup, infatti, spesso non hanno una struttura aziendale né flussi di cassa, in quanto non sono ancora produttive e tipicamente vivono di finanziamenti da parte di enti pubblici o privati, questi ultimi concessi indirettamente attraverso le consulenze (coaching) o con la copertura dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti da istituti di ricerca accademica o scuole (poli)tecniche. Presso la Fondazione Agire, l'Agenzia per l'innovazione in Ticino, è stata portata avanti un'iniziativa - insieme a TiVenture e ad altri partner - volta ad ottenere dal Governo cantonale specifiche misure di sostegno per aiutare le startup in questa delicata fase. 

Il Centro Promozione Start-Up dell'USI (CP Start-Up) sembra affrontare ragionevolmente bene la situazione: "tutto sommato riusciamo ad operare, in modalità remota possiamo ancora avere interazioni one-to-one e lavorare sui nostri progetti", afferma Umberto Bondi, Startup Analyst & Coaching Manager presso il CP Start-Up. "Ci sono però alcune difficoltà legate dall'incertezza complessiva della situazione, che si riflette su alcuni processi. Ad esempio, nel campo delle procedure di brevettazione e certificazione vediamo che le scadenze non sono state prorogate, cosa che al momento è un problema per una delle nostre startup in fase iniziale. Inoltre, la fase di 'stand-by' causata dalla pandemia sta portando gli investitori, a loro volta, a fermare tutte le ulteriori trattative fino a quando la crisi non si sarà finita. Questo significa perdere importanti pietre miliari e ostacolare il percorso di sviluppo complessivo di tali progetti", sottolinea Bondi. 

In questa fase le startup cosiddette "early-stage" sono quelle verosimilmente più a rischio. Non per Ticinsect, la startup luganese che produce ingredienti per l'alimentazione animale trasformando gli scarti alimentari in proteine pregiate, attualmente incubata presso il CP Start-Up dell'USI. Secondo la CEO e fondatrice Elisa Filippi, "la pandemia di Covid-19 mi sta facendo lavorare il doppio di prima. Le opportunità commerciali e le trattative che abbiamo avuto finora hanno chiaramente rallentato, e per mantenerle e creare nuove opportunità devo continuare a operare a pieno regime". Elisa gestisce un piccolo laboratorio dove può eseguire test di fattibilità per i potenziali clienti che vogliono testare il sistema. "E' essenziale mantenere il mio laboratorio pienamente operativo per poter avviare nuovi test, uno dei quali è attualmente in corso e le prospettive sembrano piuttosto buone", dice Elisa, aggiungendo che "accanto al laboratorio stiamo lanciando una campagna di crowdfunding nel tentativo di compensare la difficoltà di continuare le trattative con gli investitori. Infine, per coprire i nostri piccoli stipendi, abbiamo chiesto l'indennità perdita di guadagno, che dovrebbe aiutare un po' a restare a galla in questa fase", conclude Elisa. 

"Stiamo aiutando i nostri clienti che sono stati costretti a rimandare o annullare i loro eventi. Gli artisti stanno subendo importanti perdite di guadagno", afferma Marco Alberti, CEO e co-fondatore di Stagend, la startup fondata nel 2010 e inizialmente incubata presso il CP Start-Up dell'USI, che opera nel settore dell'intrattenimento. "Per mantenere la nostra liquidità abbiamo chiesto e ottenuto l'aiuto del Cantone, grazie al nostro status di società anonima, ma questa crisi arriva in una fase di crescita costante e molto promettente per Stagend, con un'espansione soprattutto in Germania, che ha richiesto molto tempo per essere realizzata", aggiunge Marco Alberti. "Siamo complessivamente ottimisti, anche grazie al progetto Innosuisse in cui siamo coinvolti, iniziato nel 2019 insieme all'Istituto Dalle Molle di Studi sull'Intelligenza Artificiale (IDSIA), che ci sta aiutando a sviluppare un innovativo sistema di matching e pricing in tempo reale che dovrebbe consentirci di rimanere in linea con i nostri piani di crescita. Vogliamo essere pronti a gestire il boom di eventi che ci aspettiamo dopo la pandemia, perché tutti noi vorremo festeggiare", conclude Marco.